Una rotonda sul mare

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Adoro quando il tempo inizia ad essere tiepido. Adoro stare in riva al mare, su una piazzetta che sporge leggermente sulle acque tirreniche, a osservare il mondo. Mi piace molto scrivere di tutto ciò che vedo o immortalarlo attraverso dei disegni, vorrei dedicarmi più seriamente anche alla fotografia per imprimere ogni istante in un bellissimo ricordo.

Sono appena tornata dalla mia prima serata estiva in riva al mare, seduta su quella panchina con la quale, ormai, ho una certa confidenza. Ho controllato se vi fossero scritte di innamorati o di amici nuove, ma sembrerebbe proprio di no: le città di mare sono così, d’inverno vanno letteralmente in letargo e sono spente finché non rispunta il tepore del sole o dell’aria appena appena tiepida.

Come volevasi dimostrare, questa sera molte persone camminavano sulla passeggiata, con un gelato in mano o un cocktail fruttato. Il lungomare è caratterizzato, infatti, da una serie di piccoli locali che fanno capolino dalla spiaggia, dove ci si può rilassare o ascoltare un po’ di musica, facendo quattro chiacchiere con le persone. Già, perché qui ci conosciamo un po’ tutti e quando arriva qualcuno nuovo siamo sempre pronti ad accoglierlo a braccia aperte e con una torta appena sfornata.

Siamo ospitali. Penso proprio che non ci sia città migliore per crescere, questo pensiero mi è venuto in mente osservando la coppia dove lui portava a spasso il bimbo nel passeggino. Lei parlava con il piccoletto biondo in salopette, gli faceva notare i gabbiani nel cielo, visibili comunque perché bianchi e luminosi, quasi, lui gli prospettava l’idea dei tuffi e dei castelli di sabbia da fare insieme una volta arrivato il caldo.

Con tutti i difetti che qua ci sono, queste serate meravigliose non me le potrà mai offrire nessun altro luogo: qui ci sono cresciuta, spero ci cresceranno anche i miei figli, qui vorrò rimanere per sempre. Soltanto per potermi godere questa rotonda sul mare che mi porto nel cuore dalla più tenera infanzia.

I regali di compleanno

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I regali di compleanno piacciono a tutti, personalmente adoro sia farli che riceverli a prescindere da cosa sia l’oggetto. Ultimamente mi sono messa a creare cosine con le mie mani, con fimo e altri materiali, e ammetto di aver sfruttato questa nuova scoperta per fare qualche pensierino a mia madre e a mia sorella.

Poi c’è lui: tuo padre. Cosa si regala a un padre per il proprio compleanno?! È sempre stato un dramma per me, quest’anno neppure mia madre ha saputo aiutarmi, lo porterà in un viaggio quindi per lei ha già pensato (giustamente). Mi ha proposto di contribuire alle spese, ma onestamente preferisco regalare qualcosa di mio e solo mio.

Solo che lui è un uomo di cinquant’anni suonati, non utilizza né smartphone né tablet, ha un computer degli anni 90 coi quali, a detta sua, si trova da dio. E io non ho il coraggio di comprargliene uno nuovo perché significherebbe dovergli spiegare come funziona e dovergli insegnare come si usa: già, con mia madre, è stata dura ma ha dovuto imparare, avendo da poco aperto un B&B. Con mio padre è un po’ una causa persa.

Ma tornando ai regali..cosa gli compro? Avevo pensato di comprargli una valigia nuova nella quale poi mia madre avrebbe messo il biglietto per il loro viaggio, ma quando gliel’ho detto la sua risposta è stata ha tante di quelle valigie in soffitta che già non usa. Ok, idea scartata.

Non so cosa serve a un uomo che fa del bricolage, Amazon, scoprendo le mie intenzioni di ricerca, mi ha consigliato un trapano a colonna ma onestamente non so nemmeno a cosa possa servire. Se non se ne dovesse fare di nulla, avrei speso soldi inutilmente e avrei sprecato un’occasione per fare un bel regalo.

Sono indecisa tra i tre regali più classici che gli faccio da che ho memoria: una cintura, una maglia, un portafoglio. Il problema è che non mi ricordo cosa, dei tre, gli ho regalato l’anno scorso!

La dura vita di un amante della tecnologia

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Lo so che il mondo continua ad andare avanti e che la tecnologia è un fiume in piena. Però se uno ama le cose hi-tech è un dramma, ogni giorno escono tanti dispositivi di categorie diverse che mi fanno finire con la bava alla bocca a cliccare “Acquista” su Amazon o Ebay.

Ora, per esempio, ho comprato da cinque mesi un nuovo smartphone, marca Motorola. Mi incuriosiva tantissimo provarne uno, dato che non ne avevo mai avuti, solo che adesso ci sono novità che davvero fatico a non comprare.

L’uscita dell’iPhone 6 mi ha un po’ destabilizzato, ho rischiato di spendere veramente tutti quei soldi solo per lo sfizio di averlo, per fortuna la mia ragazza mi ha fatto notare di quanti tablet ed ebook reader avessi comprato negli ultimi mesi. Due tablet e tre e-reader, acquistati a prezzi stracciatissimi, ma rimasti nelle loro scatole per un po’ di tempo – e adesso ci sono ritornati, dato che non li uso più di tanto.

Però ho deciso di fare un fioretto, il mio smartphone rimarrà con me finché funzionerà egregiamente (tralasciamo che al minimo crash mi sento in diritto di poterne prendere un nuovo, però sto resistendo). Ora l’uscita futura del Samsung S7 è uno di quei traguardi che qualunque appassionato di tecnologia aspetta a gloria, per cui cercherò di resistere con il mio Motorola fino alla sua uscita.

Solo che…sono usciti dei nuovi smartphone con tecnologia e-ink e io vorrei tanto, tanto, ma veramente tanto poterli provare. Lasciando stare il fatto che hanno dei costi spropositati per il momento, io non so come fare a resistere: uno smartphone con l’e-ink non è uno sfizio, è un pezzo unico da provare e studiare. Come faccio a non comprarlo?!

Come Paolino Paperino

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Avete presente quelle giornate in cui sembra che tutto ciò che succede è stato scelto appositamente per arrecarvi danni o grane da risolvere? Ecco, adesso potete comprendere quanto “piacevole” è stato quest’oggi per me.

Mi sveglio e fuori piove, sono in ferie da lavoro e dunque l’inclinazione della giornata inizia a palesarsi nel migliore dei modi. Sono una persona meteoropatica, quindi per me il clima è importantissimo per far sì che i miei nervi se ne stiano buoni buoni o scattino come trappole per topi al minimo inceppo.

Preparo il caffè, mi scordo la moka sul fuoco, perché ovviamente non rimango lì a guardarla, me ne vado al pc e mi perdo nello scroll infinito della home di Facebook. Torno dalla moka e si è fuso il manico, che si scioglie e rimane tutto nella presina. Benissimo!

Mi bevo il caffè – che ovviamente sa di bruciato – e penso che dedicandomi a un po’ di sanissimo zapping, di sicuro non avrei avuto altri problemi. Arriva Serenello, il mio micio di 2 anni che pesa quanto una tigre, sale sulle mensole dietro la tv, non so cosa riesce a fare, ma sposta la staffa TV rischiando di far cadere il televisore.

Benissimo! E per fortuna che sono sempre a casa, mi dico, se uscissi mi prenderebbe il primo fulmine, sicuro come il giorno dopo la notte. A quel punto, data la tragicomicità della situazione, una risata non me l’ha tolta nessuno. Non è possibile che almeno una volta al mese io abbia giornate di questo tipo, ma succede soltanto a me? Vi prego, qualcuno mi dica di no!

Hano aperto un nuovo negozio :)

Hanno aperto un negozio nuovo in città, non so se definirlo come un centro commerciale o come un bazar immenso di cianfrusaglie a pochi spiccioli. C’è da ammetterlo, è molto difficile trovare prezzi così bassi – ma considerati alcuni articoli, direi che è molto difficile anche trovare prodotti così brutti! -, c’era praticamente di tutto.

Sono andata col mio ragazzo perché proprio non sapevamo che fare ieri, quale idea migliore se non quella di sperperare denaro in cose assolutamente inutili? In fin dei conti siamo stati anche bravi, eravamo talmente impegnati a cercare di capire a che cosa servissero certi oggetti o che cosa avrebbero dovuto essere altri, che in fin dei conti abbiamo comprato ben poco. Io della colla stick e delle penne, che a casa le avevo finite, lui delle buste per spedire i pacchi che venivano vendute a pochissimo prezzo.

La cosa più assurda era la mascotte del centro commerciale-bazar che tentava di incentivare i clienti, a farli un po’ smuovere o divertire. Beh, devo essere sincera? Era davvero terribile. Una specie di carpa fosforescente, colorata di un orrendo arancione, che zampettava a destra e a sinistra con ben poca grazia e, mi perdoni la carpa, con pochissima utilità.

Per scansarla abbiamo deciso di aggirarla curvando a destra e andando nel reparto dei mobili. Non ho capito per quale ragione, chi aveva deciso la disposizione dei prodotti avesse trovato geniale l’idea di mettere come prima cosa visibile delle sedie da ufficio. La sedia non è l’ultimo elemento che si mette in un ufficio? Voglio dire, se devo arredare il mio luogo di lavoro inizierò dalla scrivania, passerò ai mobili e solo alla prima prenderò la sedia.

Questa cosa, nonostante fosse comunque un dettaglio insignificante, mi ha turbata moltissimo, però Dio salvi quelle sedie, che ci hanno fatto da scudo personale contro quella gigantesca carpa!

Caldo afoso bestiale

Ho i capelli lunghissimi che non riesco più a pettinare, il mio parrucchiere è in vacanza ed io non so che fare. Anche se avessi un tagliacapelli non cambierebbe nulla perché se dovessi mettere le mani sui miei capelli farei solo che disastri e la mia acconciatura, seppur diventata troppo ribelle ed orrenda, assumerebbe forme terrificanti.
Meglio non pensarci.

Meglio che mi metta un po’ a riposare.
Alzataccia stamattina perché dovevo sbrigare delle partiche al lavoro che richiedevano del tempo in più dell’orario d’ufficio. Solo che ora ho gli occhi totalmente gonfi ed il volto assonnato. Sbadiglio in continuazione e rischio di crollare da un momento all’altro.
Il fatto maledetto è che oggi fa un caldo pazzesco e riuscire a dormire con questa afa è praticamente impossibile.
Il ventilatore non l’ho ancora tirato giù dalla soffitta e sinceramente di farlo adesso non ne ho proprio voglia.
Il condizionatore è scarico. Ora più che mai devo decidermi a chiamare il tecnico per farlo ricaricare.
Però intanto oggi non funziona ed io sto qui a sudare.

Subito dopo aver messo piede in casa dopo il lavoro sono subito andato a farmi una doccia per rinfrescarmi.
Uscito dalla doccia ho ripreso subito a sudare a causa di questo maledetto caldo asfissiante.

La sola cosa che ora sto sognando sono cascate di acqua gelata. Sto sognando i ghiaccia, gli igloo, gli eschimesi, i pinguini, gli orsi polari… Niente! Non funziona. Il caldo mi toglie il respiro lo stesso e io non riesco a trovare il modo di avere un po’ di refrigerio, almeno il minimo necessario per riuscire ad addormentarmi qualche ora prima di cena.
E invece niente.

Chissà fino a quando dureranno queste temperature desertiche, o perlomeno che si avvicinano al deserto.
Magari esagero ma il caldo mi fa venire pure le traveggole.
Se bevo un po’ d’acqua fresca sudo ancora di più, sembra che il caldo mi aumenti.
Magari una bibita fresca mi può aiutare, ma presumibilmente l’esito finale è lo stesso. Calura, afa.
Si suda anche se si sta fermi e sdraiati sul letto.
Neanche all’ombra si sta bene, neanche in casa.
Il caldo è una persecuzione, un’ossessione.

Non lo sopporto più!
Speriamo che stanotte l’aria rinfreschi un pochino.

Riposare oggi pomeriggio ci ho ormai rinunciato. Non è più una cosa fattibile. Non si riesce a rilassarsi perché il caldo opprime. E se per qualche strano caso mi rilasso, subito dopo arriva di nuovo la botta di calore.

Ma è davvero poi così entusiasmante l’estate?
No perché sembrate tutti contenti…

Dopo l’horror va bene una piacevole cena

Domenica sono andato al cinema con la mia fidanzata.
Siamo andati a vedere un horror. Il terzo capitolo di Insidious che era poi il prequel del primo film.
Una trilogia che mi ha molto appassionato.
Ne sono rimasto soddisfatto, nonostante l’ansia crescente che saliva in me man mano che il film andava avanti.
La stessa ansia che mi era rimasta addosso dopo il film.
Siamo andati a vedere la proiezione preserale del film.
Quindi, usciti dalla sala specifica in cui è avvenuta la proiezione di questo horror, avevamo un po’ fame.
Il cibo sarebbe stata anche la miglior cura per far scendere l’ansia.

Volevamo mangiare una cosa veloce, ma non troppo.
Stavamo in un grande cinema multisala e quindi fuori dalle sale di proiezione c’era un Old Wild West oltre che vari centri di ristoro e svago. Bene così!
Siamo entrati in questo Old Wild West e abbiamo iniziato a sfogliare il menù non appena ci siamo seduti.
La mia ragazza si è presa un hamburger di manzo, io invece di pollo, visto che non sono molto tollerante al manzo e talvolta, se mi capita di mangiarlo, so in anticipo che andrò incontro al rischio di avere un forte mal di stomaco per ore.
Da bere abbiamo preso due birre chiare.

Abbiamo chiamato la cameriera che ha preso le nostre ordinazioni.

Non ci restava che aspettare e abbiamo ingannato l’attesa tra una chiacchiera e l’altra come si è di solito fare, per fortuna, in questi casi.

Appena arrivato il cibo precedentemente ordinato e le birre, ci siamo fiondati sui piatti come cannibali su un pezzo di carne umana.
O almeno a fare l’ingordo maiale sono stato io. Sembrava che non mangiassi da anni, decenni. Ma il pasto era buono.
Insieme agli hamburger, il menù prevedeva anche le patatine fritte. Nel piatto dunque c’erano anche quelle che erano state ricoperte in parte da una salsa rosata eccezionale. Non so ancora di che salsa si trattasse, ma era eccezionale. Magari potete aiutarmi e dirmi che tipo di salsa fosse perché quando l’ho assaggiata ho sentito le campane del gusto suonare e le papille gustative esplodere di piacere.
Ma questa salsa era buona probabilmente anche perché lo erano le patatine fritte. Era da tanto che dovevo mangiare patatine fritte così deliziose, croccanti al punto giusto e saporite. Non so se sono state fritte con la miglior friggitrice del mondo o se sono state fritte con un metodo particolare. So solo che le ho divorate in un attimo.

Abbiamo finito patatine e hamburger, ci siamo scolati la birra, ci siamo alzati soddisfatti e ci siamo diretti verso la cassa a pagare il conto.
Il conto era un po’ salato, ma alla fine ne è valsa la pena.

Con la mia ragazza siamo tornati al parcheggio, poi verso la macchina ed infine verso casa.

Una bella domenica pomeriggio al cinema che si è protratta fino alla cena.
Da rifare sicuramente.
Magari però sarebbe il caso di cambiare film.

Baby monitor, la tecnologia più amata dai genitori

I baby monitor sono una presenza immancabile in qualunque casa con bambini “a bordo” perché permettono ai genitori di tenerli sotto controllo durante il sonno e durante i momenti che trascorrono da soli nella propria cameretta.

La tecnologia ovviamente è molto utile se permette di aiutare le mamme e i papà in tutte quelle occasioni che lo richiedono, e grazie a smartphone e tablet i baby monitor si sono trasformati in applicazioni da portare sempre con sé. Infatti le principali case produttrici di questi preziosi dispositivi hanno deciso di abbracciare la diffusione dei dispositivi portatili, sviluppando applicazioni apposite da utilizzare in combinazione con il baby monitor di casa.

Secondo uno studio proposto da D-Link, la sicurezza dei figli è un aspetto molto importante per i genitori italiani alla ricerca dei migliori strumenti per monitorarli; i baby monitor, dunque, superano di gran lunga gli smartphone nella classifica di apprezzamento delle ultime novità tecnologiche.

I baby monitor preferiti dai genitori sono quelli che garantiscono una sicurezza massimizzata nel rispetto della privacy, funzionando, quindi, su frequenze protette e codificate ad hoc. Molto apprezzati i baby monitor video, anche se i semplici audio con funzionalità interfono – ovvero che offrono la possibilità di interagire col bambino parlandoci – sono sempre molto amati, tr questi spicca il baby monitor Angel Care.

Se a tutto ciò è possibile andare a unire la praticità di sfruttare le caratteristiche di un baby monitor attraverso un tablet o uno smartphone, i genitori interpellati risultano essere estremamente propensi a questo tipo di connubio. I baby monitor video, per esempio, possono funzionare anche su dispositivi mobile attraverso particolari applicazioni tramite le quali osservare il bambino nella propria stanzetta, quando magari ci troviamo a lavoro. È indispensabile, poi, per quei genitori o quei parenti che vivono all’estero e che vogliono sapere in ogni momento cosa sta facendo il piccolino.

Non dimentichiamo che questo tipo di tecnologia aiuta a prevenire eventi tragici come la SIDS, ovvero la morte improvvisa nel sonno, che colpisce, purtroppo, molti bambini senza un apparente motivo. I baby monitor più tecnologici, come ad esempio quelli dotati di sensori di movimento o che monitorano il respiro, sono indispensabili per intervenire prontamente in quei casi che potrebbero trasformarsi in eventi drammatici.

Scegliendo un prodotto valido per tenere sotto controllo il proprio bambino in qualunque situazione si prende la strada della tranquillità e della sicurezza, sia per i genitori che per i neonati. Per questo motivo uno degli strumenti più apprezzati dai genitori d’Italia è proprio il baby monitor.

la mia marmellata di pesche con la macchina del pane

Si tende a pensare che la macchina per fare il pane sia utile soltanto per rispettare il proprio nome: in realtà oltre al pane, alla focaccia, ai dolci e agli impasti arricchiti con gli ingredienti a nostra discrezione, con questo prezioso elettrodomestico si possono preparare anche deliziose marmellate.

La marmellata è un prodotto ideale da consumare al mattino, per colazione, o per una merenda genuina e nutriente: si tratta di una preparazione che richiede materie prime estremamente genuine e tanto amore. Con la macchina del pane, come ho fatto io,  preparare una buonissima marmellata è semplice e veloce: questo tipo di preparato, inoltre, è ottimo per essere conservato per lungo tempo, in modo da averne sempre un barattolo a disposizione. Basta soltanto partire da ottima frutta fresca ridotta in cubetti, come nel caso delle pesche, aggiungere un po’ di zucchero e sbizzarrirsi con la fantasia per dare quel tocco in più, con spezie e aromi.

Vediamo insieme come preparare la confettura di pesche (marmellata, per essere precisi, è un termine che si utilizza soltanto nel caso di preparazioni a base di agrumi – il buon vecchio pane e marmellata, tuttavia, prescinde da qualsiasi definizione!):

Ingredienti per mezzo chilo di marmellata di pesche

Cinque pesche noci senza il nocciolo, ma con la buccia

Mezza mela (o pera) con la buccia

Mezza stecca di vaniglia (a scelta)

200 grammi di zucchero

Per preparare un’ottima marmellata di pesche con la macchina del pane, occorre iniziare tagliando a cubetti la frutta, lasciandovi la buccia. Inserite la frutta e lo zucchero nel cestello della macchina del pane, con la stecca di vaniglia, e impostate il programma indicato per le marmellate: controllando di tanto in tanto che non rimangano pezzetti di frutta sulle pareti del cestello, potremo sempre staccarli per mezzo di una bella spatola. Quando la macchina del pane avrà finito, controllate lo stato della vostra marmellata: qualora la consistenza non dovesse soddisfarvi risultando troppo liquida, reimpostate il programma e fatelo ripartire.

Quando la marmellata sarà pronta, toglietela dal cestello della macchina del pane e inseritela in uno o più vasetti sterilizzati: lasciatela intiepidire tenendola a testa in giù, in modo da creare il sottovuoto. Una volta raffreddatasi, potrete finalmente assaggiarla: magari potreste realizzare un ottimo pane in casa con la vostra macchina del pane, da sfruttare con un bello strato di marmellata a appena fatta. La marmellata di pesche è ottima anche per guarnire crostate genuine e deliziose, che potrete preparare, in pochi semplici passi, sfruttando la vostra fidata macchina del pane.